L'insostenibile leggerezza dei nativi
Ogni tanto la vita grattugia la corazza e la poesia inciampa nell’ovvio. Spazio alla prosa, dunque, per tornare almeno per un po’ al mestiere dichiarato nella scaturigine di questo blog.
Il mio potrebbe definirsi un liceo di fascia media. Media è la provenienza sociale degli utenti (quasi tutte ragazze), medio è il livello dei prerequisiti in entrata (rarissimi gli ottimi, pochi i distinti e per il resto…), medio è il livello di preparazione in uscita. Dunque: un campione mediamente rappresentativo.
In questi primi giorni di scuola ho fatto le mie solite statistiche sull’uso delle ex nuove tecnologie delle primine (insegno in 4 classi prime). Vi risparmio tabelle e numeri che disegnano un quadro apparentemente roseo: praticamente tutti i ragazzi possiedono un computer, quasi tutti hanno accesso alla rete (i pochissimi che non hanno il collegamento domestico, dichiarano comunque di non aver problemi ad accedere alla rete dalla postazione di un amico, di un parente, di un centro…), tutti sanno bene o male smanettare fra link e finestre.
Divertente poi l’episodio a cui ho assistito il primo giorno: in fase di accoglienza le primine (tutte femmine) dovevano presentarsi e – oltre ai soliti microdati anagrafici – dovevano raccontarci quali sono le tre cose per le quali vale la pena di vivere. Ebbene: oltre alle solite ovvietà (famiglia, amici…) e alle immancabili amenità (nutella, moroso, cavallo…) uno dei valori esistenziali più gettonato è risultato il computer.
Proprio così: parecchie mocciose hanno affermato che vale la pena di vivere per la famiglia, gli amici e… il computer!!! (quando ci vogliono, ci vogliono!!!)
Non potevo certo starmene quieto e così ho iniziato a interloquire con questo inatteso popolo di adoranti digitali. Sono bastate un paio di domande per scoprire che per tutte queste ragazze usavano il termine «computer» come sinonimo di «messenger».
Le ragazze non vivono dunque per il computer, ma per messenger, il prolungamento del chiacchiericcio da corridoio e cellulare con altro mezzo.
Ho provato a volgere l’evento in positivo:
- Bene ragazze: visto che avete quasi tutti l’e-mail, possiamo iniziare a…
Alzata generale di mani: quasi tutte – comprese le apparenti adepte del dio digitale – hanno protestato affermando di non avere la posta elettronica.
Perfetto: hanno messenger, quindi hanno un account hotmail, quindi hanno una mail… ma non lo sanno!
E quante altre cose non sanno della loro religione?
È bastata una sedutina in laboratorio per scoprirlo: tutte sanno googlare, ma nessuna sa a che cosa serve la barra degli indirizzi di un browser (e, naturalmente nessuna sa cos’è un browser), quasi tutte sanno copiare un URL (per “incollare” la foto nel mio space!!!), ma nessuna sa cos’è; tutte vanno in rete, ma nessuna sa cos’è; tutte usano wikipedia, ma…
Tutte vivono, ma non sanno veramente perché.
(non sarà il caso che i non nativi digitali insegnano ai nativi digitali cosa vuol dire essere nativi digitali?)


7 commenti:
Parole sante!
Forse potrebbe interessarti questo progetto di ricerca sulla Competenza Digitale al quale sto lavorando da circa un anno e che è rivolto proprio alle prime classi delle scuole superiori...
Se vuoi partecipare, siamo ben contenti! Anche solo un tuo parere mi farebbe molto piacere.
confermo appieno quanto detto da Mario. Anche le mie primine hanno tutte quante Messenger ma dal laboratorio di Informatica (sui suoi PC io ho disattivato messenger) non sapevano come accedere alla loro casella di posta elettronica hotmail.E anch'io ho dovuto insegnare loro ad usare la barra degli indirizzi per immettere il fatidico sito www.hotmail.it e andarci. Sì Mario, è proprio il caso che dei non nativi come te e me continuino a insegnare ai nativi cosa è la Rete ...
Concordo.
lo penso da un pezzo: nativi digitali! Li sto ancora aspettando...!
ciao Agati.
Proprio così, Mario! Anche i miei delle medie identificano il pc con messenger, senza rendersi conto di altro..perchè in realtà non interessa loro. Basta messenger!!! E io non "digital native" devo insegnare con santa pazienza a questi mocciosi che cosa significhi essere "digital native"...
Baciotti
annarita
Una parola : Scandaloso =)
Ciao Mario, qui da me i webnativi sono ancora piccoletti, se si lavora bene tra qualche anno potrebbero arrivarti studenti più consapevoli...Ma siamo pochi a lavorare in tal senso...
Dal nostro blog su La Stampa
un'ora fa spiegavo a Giada, Klea, Abdul, Zenabou, Gioele, Blanca, Egzonita, Sabrina, Alice, Giorgia e Carmen (prima media) la differenza tra la textbox degli indirizzi del browser e quella del motore di ricerca... (http://informatica1saffi.pbwiki.com/)
Ancora un po' di pazienza
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