sarò additato come collaborazionista dei barbari?
Già, anziché fare convegni e tavole rotonde, per capire i nativi basterebbe forse pubblicizzare al meglio le analisi sociopsicopedagogiche che dei ragazzi emergono nei dotti conigli di classe.
Consiglio di classe della terza enne. Uno dei tanti.
Passiamo un’ora a dire – tanto per cambiare – quanto questi ragazzi sono poco scolarizzati, lenti a prendere gli appunti, pigri nello studio, distratti, amorfi…
L’esimia collega coordinatrice - incartata nell’austero tailleur grigio-grigio -prende appunti con la sua penna nera
Entrano i ragazzi.
L’esimia collega coordinatrice si assesta con rapidi colpetti l’architettura precaria della chioma brizzolata e relaziona a puntino: la classe è poco scolarizzata, lenta a prendere gli appunti, pigra nello studio, distratta, amorfa…
Poi si rivolge con un benevolo sorriso ai ragazzi: avete qualcosa da dire?
Il musetto furbo della rappresentante di classe s’accende di rossore e: veramente noi abbiamo fatto l’assemblea di classe, e abbiamo detto che facciamo fatica a passare cinque ore ad ascoltare e prendere appunti… e, infatti, volevamo chiedervi a voi prof se proprio non potete fare delle lezioni un po’ più interessanti, un po’ più coinvolgenti…
La solitamente compassata collega coordinatrice è investita da un improvvido sussulto che ne squassa per un attimo il grigiore d’ordinanza. Traccia nell’aria polverosa un abbozzo di risata e: e cosa dovremmo fare? I clown? Dobbiamo saltare nel cerchio di fuoco? O magari spogliarci come fanno le veline? [censuro il mio pensiero!]
E poi sentenzia definitiva: noi, quando andavamo a scuola, stavamo zitti, ascoltavamo educati gli insegnanti, prendevamo gli appunti e studiavamo.
Ecco la magica ricetta per risolvere il gap fra analogici e nativi: basta dire agli scolari di zittirsi, ascoltare, ricalcare appunti e studiare!
Geniale!
Ma ancora una volta si aggrava la mia crisi d’identità: anch’io quando al liceo incappavo nel prof camomillante, che elemosinava litanie scontate dal metaforico predellino della cattedra, staccavo la comunicazione, non prendevo appunti, leggevo Dylan Thomas e mi inventavo le balle più assurde per andarmene in bagno a cazzeggiare coi compagni.
Avrò sbagliato generazione?
[sarò additato come collaborazionista dei barbari?]








